Facciamo un caso pratico. Se domani un operaio si fa male con una nostra macchina e questa macchina � stata acquistata nel periodo recente, il giudice probabilmente oltre a guardare il DPR 547, che magari � stato soddisfatto, guarder� anche se era possibile ridurre al minimo i rischi presentati da quella macchina.
E� su questo punto che eventualmente si andr� a discutere con gli avvocati: non sul fatto che la macchina sia marchiata o no. E� chiaro che se la macchina � marchiata CE, � conforme, � accompagnata da un certificato, da una relazione tecnica, o comunque da una documentazione comprovante questa conformit�, il datore di lavoro, in quanto colui che ha comprato la macchina, regolare o non regolare, e il costruttore della macchina in quanto colui che ha prodotto e venduto la macchina, avranno un buon gioco a non avere grosse responsabilit�. Molto probabilmente si dimostrer� che � stata l�incuria di chi ha lavorato a produrre il danno.
Ecco che la direttiva macchine acquista comunque una sua valenza pratica anche se ancora non � sancita di fatto dalle leggi dello stato italiano.
L�importante � capire che noi siamo soggetti alle leggi dello stato in cui viviamo, non siamo veramente obbligati a sottostare a nessuna direttiva a meno che questa non sia recepita nell�ordinamento dello Stato in cui ci troviamo.
Faccio un esempio. Esiste in Europa la direttiva sulla responsabilit� da prodotto difettoso. Questa direttiva comunitaria � stata effettivamente recepita dalla legislazione italiana con il DPR 24 maggio 1988 n. 224.
Bene. Solo in virt� della pubblicazione, dentro questa legge dello Stato italiano, quest�altra direttiva europea mi vincola; altrimenti sarebbe carta straccia.
Peraltro, attenzione che quando le direttive vengono recepite nella legislazione nazionale, sia essa italiana, francese o tedesca, raramente vengono prese pari pari come sono scritte; subiscono delle piccole modifiche, che non sono mai in contrasto con la direttiva, ma in genere sono di tipo pi� restrittivo della direttiva.
Se voi prendete la direttiva responsabilit� da prodotti difettosi e la legge come � stata recepita dallo Stato italiano, vedrete che la legge italiana � un pochino pi� severa della direttiva europea, contrariamente magari a quello che tutti pensano, ovverosia che le leggi italiane siano ottime per i furbi.
La legge con cui lo stato italiano recepisce la direttiva responsabilit� da prodotti difettosi chiede pi� cose a chi produce il prodotto di quante ne chiede la direttiva.
Faccio un esempio pratico. Fra gli elenchi dei danni o difetti presentati da un qualunque prodotto, la direttiva europea non dice che il prodotto viene considerato difettoso se non d� le stesse prestazioni degli altri modelli della serie. Mentre la legge italiana lo dice.
Faccio un esempio: voi comprate un�automobile che va 5 km all�ora pi� piano di quella di tutti i vostri colleghi che hanno la stessa automobile. Quel vostro prodotto �, dal punto di vista della legge italiana, considerato difettoso, e dal punto di vista della comunit� economica europea no. Per voi fa, per�, testo la legge italiana.
Lo stesso discorso vale quando incontriamo una norma: se una norma prescrive una certa cosa, tenete presente che normalmente quella norma � n� pi� n� meno che un mezzo semplice, una specie di Bignami, con cui qualche organismo dice: se fai in questa maniera puoi sostanzialmente ritenerti a posto. Non � la norma l�unico mezzo per soddisfare un requisito.
Attenzione questo � importantissimo perch� spesso fra costruttori di stessi macchinari che sono in concorrenza una telefonata classica che arriva ai direttori di laboratorio �: Il mio concorrente ha fatto una macchina cos� cos� o cos� cos�, lui ha lampadina gialla ed io ce l�ho rossa. Nella norma c�� scritto che la lampadina deve essere verde. Chi � regolare? Gli posso far causa? Noi gli diciamo attenzione vada a leggersi bene cosa dice la legge. Magari dice solo che deve esserci una segnalazione luminosa, mentre � la norma che impone il colore della lampadina. Ma non c�� nessuna legge che ti obbliga a seguire la norma. Questo che ho appena accennato non � un caso teorico per cui noi, laboratorio notificato, ci dilettiamo a fare queste cose tutto sommato pi� giuridiche che tecniche.
Questo � quello che vi succeder� quando qualcuno di voi costruir� una macchina con cui qualcuno si taglia un dito od un operaio, speriamo di no, muore.
Si va dal giudice. Il giudice normalmente, quello di prima istanza, decide abbastanza velocemente sulla base di qualche relazione non molto approfondita di qualche perito delle parti, e deferisce in genere il costruttore della macchina o il datore di lavoro e lo condanna.
Si va in appello e alla fine, con due libroni pieni di riferimenti di norme e giurisprudenza nel campo tecnico, in cui la cassazione ed il TAR dicono: Disattento giudice di primo grado, perch� hai condannato il tal tizio per non avere rispettato la norma quando rispettava il DPR 547?. Posso fare un esempio.
Un ospedale a suo tempo venne controllato dall�USL e trovato regolare. Cambia il direttore, passa qualche anno, l�impianto elettrico rimane uguale. Arriva un nuovo ispettore ferratissimo e preparatissimo in materia, e trova che l�impianto elettrico viola come minimo una dozzina di punti di norme CEI.
Deferimento al giudice, condanna, appello e contrappello, si va al TAR od in Cassazione e si verifica che non c�era nessuna legge che obbligava l�ospedale a rispettare le norme CEI.
Viceversa la legge diceva: se uno rispetta le norme CEI � presunto conforme agli obiettivi della legge. Ecco il vero asso nella manica che hanno e i piccoli costruttori e i grandi costruttori per produrre dei prodotti. La norma tecnica � l�aiuto che sostanzialmente la legge propone ai piccoli costruttori o medi costruttori per essere sostanzialmente sicuri di essere in regola nel fare una macchina sicura. Nulla vieta a uno di voi, che appartiene ad uno staff importante (es. l�ufficio progettazione della Ferrari) di inventarsi una macchina che viola tutte le norme ma riesce ad essere sicura lo stesso.
E� chiaro che in questo secondo caso c�� un costo di progettazione che � inabbordabile da qualunque piccola o media industria, ma ripeto, l�importante � soddisfare la legge o le direttive quando recepite dalla legge, che danno sempre degli obiettivi e mai un come far rispettare questa legge; ovviamente escludiamo i casi in cui una legge cita pari pari una norma tecnica o la ripubblica integralmente o pi� o meno con qualche modifica. E� il caso delle norme di sicurezza sugli impianti a gas, di uso domestico o industriale.
Esiste una legge che dice che gli impianti devono essere conformi alle norme UNI e/o norme CEI. In questo caso la norma tecnica diventa legge, ma se non � richiamata cos� questo non �.
Tutto questo discorso lungo � per invitare il costruttore a risparmiare soldi e nelle cause legali e a vedere quale � il modo migliore per soddisfare la legge.
Reparto di pressatura
Il decreto legislativo 626 introduce giustamente la direttiva anche da un altro punto di vista. Parla di obbligo della macchina di essere accompagnato da un libretto di istruzioni, uso, manutenzione, che peraltro deve essere anche aggiornato nel tempo. E questo � un altro aspetto innovativo che � stato copiato dalla direttiva, che nel vecchio DPR era solo abbozzato.
Cio� dice che una parte fondamentale della sicurezza della macchina � devoluta alle istruzioni per chi la usa. Precedentemente venivano immesse sul mercato delle macchine pericolose o non pericolose, grosse e piccole, e lasciate agli operai sulla base del fatto che Tanto sono falegnami, sono abituati e sanno come si fanno ad usare certe macchine. non c�� bisogno che glielo spieghiamo.
Questo � stato per anni l�approccio di chi costruiva.
Adesso uno dei grossi scogli di chi costruisce una macchina, pur sicura, � di riuscire a mettere gi� due parole in un italiano comprensibile per spiegare da che parte si accende la macchina e da che parte si spegne.
E, spesso abbiamo incidenti che accadono non per la cattiva progettazione della macchina ma per le cattive istruzioni che accompagnano la macchina o per i malintesi che la macchina genera a chi la usa.
Sembra strano ma gli incidenti pi� frequenti non sono dovuti ad una rottura della macchina o al fatto che facendo una lavorazione per forza si mette la mano sotto ad una sega o ad una pressa, ma semplicemente al fatto che nessuno gli ha spiegato che in quelle condizioni l�, pu� accadere che tu ti faccia male.
Eppure queste piccole cose non comportano oneri di progettazione elevatissimi; � questo uno dei punti che il decreto legislativo 626, con la formazione dei lavoratori, l�aggiornamento periodico dei lavoratori, il responsabile della sicurezza e cos� via, introduce come vera novit�, a parte l�istituzione di figure professionali che prima non c�erano. La formazione del lavoratore si fa anche attraverso delle macchine corredate di istruzioni adeguate.
